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Unione Italiana Ornitofili
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News UIO Febbraio 2010
Tokyo, ruba pinguino allo zoo: arrestato
Un uomo di 24 anni è stato arrestato
a Saikai, nel Giappone meridionale, per aver tentato di portare
via da uno zoo un pinguino alto 50 centimetri. Akira Honda,
gestore di un negozio di animali nella città di Fukuoka,
è stato fermato dopo la segnalazione alla polizia da
parte di alcuni visitatori dello zoo ‘Nagasaki Bio
Park’, insospettiti dal comportamento dell’uomo.
Intercettato dalle forze dell’ordine con l’insolito
carico stipato in una borsa comune, Honda ha dapprima tentato
di giustificarsi dichiarando di voler restituire
l’animale, per poi ammettere invece il tentativo di
furto. Il pinguino “rapito”, una femmina
appartenente alla specie Humboldt, ha un valore commerciale
stimato intorno ai 400.000 yen (3.200 euro).
Birdlife lancia petizione per sos uccelli
marini UE
Nell’ultimo decennio si stima che
siano circa due milioni gli uccelli marini morti a causa delle
catture accidentali dei pescatori europei, in Mediterraneo,
mari del Nord Europa e Atlantico. È quanto affermano
BirdLife International e RSPB (BirdLife in Gran Bretagna) che
per fermare il fenomeno hanno appena lanciato una raccolta
firme per una petizione da inviare a Maria Damanaki, il
commissario europeo designato per gli Affari marittimi e la
Pesca, perché vengano prese contromisure per proteggere
gli animali minacciati. Diverse specie rimangono prese
all’amo dai palangari, dalle reti da traino, oppure
affogano imprigionati nelle maglie delle reti. È il caso
della Berta delle Baleari, che si stima possa estinguersi nel
giro di una generazione. A livello globale, spiega BirdLife
International, le catture accidentali nella pesca stanno
minacciando più uccelli che in passato e questo è
uno dei principali fattori che causa un declino più
rapido delle specie marine rispetto ad altri gruppi di uccelli.
‘’La Commissione europea - spiega Euan Dunn,
responsabile Mare per RSPB - da dieci anni ha promesso di porre
fine a questa carneficina, ma due milioni di uccelli marini
stanno ancora aspettando che questo impegno venga rispettato.
Nonostante siano a disposizione soluzioni testate e low cost,
fino ad oggi la politica comune della Pesca dell’Ue in
questo campo ha fallito. Diversi Paesi extra Ue hanno
cominciato ad occuparsi della questione e hanno dimostrato ai
leader europei che può essere fatto molto’’.
L’organizzazione ambientalista chiede quindi un Piano di
azione Ue per gli uccelli marini, che segua le linee guida
della Fao sulle migliori pratiche disponibili. Secondo Dunn
‘’il piano di azione Ue deve includere modifiche
della legislazione per assicurarsi che le misure vengano sempre
impiegate dalle flotte europee ovunque operino’’.
Cardellini liberati, SIVAE: è
condanna a morte
“Liberare
dei cardellini nelle gelide langhe di Mondovì può
voler dire condannarli a morte”. Il Vice Presidente dell’ANMVI Lorenzo Crosta commenta
l’iniziativa di Edoardo Stoppa, l’inviato di
Striscia la Notizia che alcune sere fa ha denunciato la
persistenza di traffici illegali di uccelli nel nostro Paese
concludendo con la liberazione di numerosi esemplari
sequestrati da NOA, “sopravvissuti e rifocillati”.
Sono uccelli “che probabilmente non sopravviveranno a
queste condizioni climatiche e ambientali”. “Non
basta aspettare che smetta di nevicare, c’è una
biologia da considerare attentamente, dato che questi uccelli
non possono sopravvivere a condizioni climatiche e ambientali
come quelle dell’inverno cuneese” aggiunge Lorenzo
Crosta che spiega: “in ambito europeo il Cardellino
è una specie sia stanziale, sia migratrice. In Italia
è presente tutto l’anno, con sottopopolazioni ben
differenziate ed adattate all’ecosistema in cui vivono.
Mentre la gran parte del territorio nazionale è popolata
dalla sottospecie nominale (Carduelis
carduelis carduelis), le isole
maggiori e parte del Meridione ospitano un’altra
sottospecie (Carduelis c. tschusii), che presenta caratteristiche morfologiche ed
etologiche differenti. Ora, benché la liberazione di
alcune centinaia di piccoli uccelli contrabbandati illegalmente
sia molto bella da vedere e faccia senz’altro notizia,
pretendere che degli animali di taglia così ridotta e
con un metabolismo tanto rapido siano in grado di sopravvivere
a un brusco cambio di clima, ambiente e disponibilità
alimentari, è come minimo molto ingenuo. E questo senza
contare il possibile trasferimento di patogeni indigeni delle
zone d’origine degli uccelli contrabbandati (dei quali in
realtà non sappiamo neppure realmente la provenienza),
alle popolazioni locali del Piemonte: ci preoccupiamo di
problemi come l’influenza aviare, endemica in specie
migratrici come oche ed anatre e poi liberiamo 500 uccellini,
stressati dalle tremende condizioni di detenzione e trasporto e
che, proprio per lo stress, dissemineranno milioni di
particelle virali e batteriche. Invece sarebbe stato corretto
operare il sequestro, verificare obiettivamente (attraverso dei
veterinari) lo stato di salute dei cardellini, verificarne
obiettivamente la sottospecie o la sottopopolazione (attraverso
degli zoologi) e quindi decidere il da farsi. Il servizio televisivo
andato in onda qualche giorno fa mostra una partita illegale di
cardellini, circa 430 esemplari, arrivati stipati in un auto
nella campagna innevata di Mondovì (Cuneo) dopo
più di 1000 km e 15 ore di viaggio. L’intervento
del NOA dispone il sequestro della partita e gli agenti
dichiarano ai microfoni di Striscia la Notizia che i
trafficanti utilizzano i proventi illeciti per il finanziamento
di attività illegali e che la zoo mafia registra un
malaffare da 3 miliardi di euro all’anno solo per le
attività di bracconaggio ai danni della fauna selvatica
e di specie protette. “E’ meritoria ogni iniziativa di
denuncia dei traffici illegali così come ogni intervento
per ripristinare la legalità, ed è fuori
discussione che i poveri uccelli venivano trasportati in
condizioni pietose, ma spesso queste operazioni di
“salvezza” si rivelano drammaticamente ingenue e
non confortate da altro che buoni sentimenti - conclude Crosta-
è indispensabile quindi lavorare per una definizione
normativa del benessere dei cosiddetti “animali
esotici” e non convenzionali anche per evitare che il
post-sequestro si riveli fatale per esemplari che richiedono
una gestione competente e rigorosa” . A questo riguardo
la SIVAE è prossima alla presentazione di linee guida di
salute e benessere al Ministero della Salute.
Praterie più calde, scatta
l’allarme anatre
Fa più caldo e nelle praterie scatta
l’allarme per le anatre. Uno studio, pubblicato su Bioscience, ha
affermato che la scomparsa in nord America delle zone umide, a
causa del clima più caldo e secco, influenzerà
negativamente milioni di uccelli acquatici che dipendono da
questo particolare habitat per cibo, riparo e riproduzione. I
ricercatori hanno evidenziato che le regioni centrali del Nord
America, come Nord e Sud Dakota, Montana, Minnesota, Iowa e
Canada, sembrano essere molto più sensibili al
riscaldamento climatico di quanto si pensasse finora. I dati
infatti rivelano che le acque si stanno asciugando più
in fretta facendo scomparire le zone umide, importanti habitat
per molte specie animali che adesso i ricercatori ritengono
essere fortemente in pericolo. Tra le specie più a
rischio in questo processo la ricerca lancia l’allarme
sulle anatre di superficie come il germano reale e
l’alzavola americana. Questi esemplari infatti richiedono
un tempo minimo in acqua per completare il loro ciclo di vita:
sono necessari tra gli 80 e 110 giorni sia per fare crescere i
piccoli sia per completare negli adulti il cambiamento di muta,
la crescita cioè di piume nuove. ‘’I nostri
risultati indicano che le zone umide sono estremamente
vulnerabili al riscaldamento climatico, e sono meno resistenti
di quanto si riteneva in passato - ha commentato Glenn
Guntenspergen, un ricercatore del Geological Survey americano e
uno gli autori del rapporto - l’impatto che avranno i
cambiamenti su queste aree, che attraggono in primavera milioni
di anatre per la riproduzione, rende difficile immaginare come
si riuscirà a mantenere il livello attuale delle
popolazioni di uccelli acquatici’’.
Nuova Zelanda, due albatros femmina fanno
famiglia
Raro evento in Nuova Zelanda dove due
femmine di Albatros reali hanno deciso di prendersi cura in
coppia del cucciolo di una di loro. Le due sono prima state
fatte accoppiare con un maschio della loro specie: solo una
delle due era fertile e ha deposto un uovo, così, quando
il maschio è volato via, l’altra ha deciso di
partecipare alla nascita di questa nuova vita, sia durante la
covata sia ora che il piccolo va nutrito e curato. Le due
albatros e il nuovo nato ora, fra lo stupore degli esperti,
sono una vera e propria famiglia.
New Jersey, spara al pappagallo: lo
disturbava mentre stava guardando la tv
Rischia cinque anni di carcere e una multa
di 15mila dollari, un pensionato di Morristown, in New Jersey,
che ha sparato al suo pappagallo, esasperato dei suoi continui
striduli che gli impedivano di seguire una corsa d’auto
in tv. Dennis Zeglin, sessantasette anni, ha ucciso Mikey,
questo il nome dello sfortunato volatile, con ben tre colpi
sparati con una pistola ad aria compressa. Ora è
accusato del reato di crudeltà contro gli animali. A
denunciarlo alla Polizia, è stata la moglie,
immediatamente dopo aver scoperto il fatto. L’avvocato di
Zeglin ha riferito ai giudici che l’uomo, nel momento in
cui ha ucciso l’animale molesto, era totalmente ubriaco.
«Posso assicurare - ha aggiunto il legale - che prova
rimorso per quanto è accaduto». La speranza
è convincere la Corte a affidare Zeglin a un programma
di recupero per alcolizzati, invece di sbatterlo in galera
Gli aironi cenerini svernano nei parchi
cittadini di Bolzano
Una coppia di aironi cenerini sta svernando
a Bolzano, fra Talvera e Isarco, i due fiumi che attraversano
la città. E passando sui ponti li si possono notare
mentre si scaldano sugli isolotti o compiono evoluzioni. Sono
gli effetti del global warming: l’acqua dei fiumi non
ghiaccia più e gli uccelli trovano cibo anche
d’inverno.
Milano, sparava agli uccelli con una
carabina in città, denunciato
Le Guardie Zoofile del Nucleo Provinciale
di Milano dell’ENPA avevano ricevuto una segnalazione
anonima che li informava che qualcuno sparava agli uccelli da
un magazzino vicino al ponte di Via Bovisasca. È stato
quindi organizzato un servizio di appostamento per cercare di
prendere il responsabile in flagranza di reato, che sparava
dall’interno di un deposito verso gli alberi che si
trovavano in un giardino pubblico poco lontano. Dopo molta
pazienza le Guardie Zoofile hanno colto il responsabile sul
fatto, F.T. di 65 anni, mentre esplodeva colpi di carabina ad
aria compressa facendo sporgere la canna del fucile da una
piccola porticina laterale. L’intervento ha quindi
consentito di bloccare il responsabile di questa insana
attività e di porre sotto sequestro una carabina ad aria
compressa ed il relativo munizionamento, interrompendo un
comportamento che durava oramai da qualche tempo. Il
responsabile, un venditore ambulante di animali, si è
giustificato dicendo che cercava di ferire alcuni pappagalli
che gli erano scappati e che voleva recuperare, per poterli
rivendere: ovviamente la spiegazione non gli ha evitato il
deferimento alla Procura della Repubblica di Milano, per una
serie di reati.
Forlì, gabbie, fucili e animali
imbalsamati, arrestato cacciatore
Armi non denunciate, arnesi per la caccia
illegali e gabbie-trappole per la cattura di animali: è
quanto hanno trovato gli uomini della Forestale nella
disponibilità di un cacciatore, che è stato
arrestato. È l’esito di un ampio controllo del
territorio, che ha impegnato i Comandi Stazione di
Forlì, Predappio e Civitella di Romagna, congiuntamente
al personale del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia
Ambientale e Forestale del Comando Provinciale. In particolare
durante una perlustrazione a piedi in area rurale del Comune di
Forlì allo scopo di verificare
l’attendibilità di alcune segnalazioni pervenute,
il personale a piedi notava la presenza di una gabbia-trappola
di fattura artigianale, collocata ai margini di un boschetto,
aperta ed atta alla cattura. Continuando la perlustrazione la
pattuglia ha rinvenuto la presenza di una seconda
gabbia-trappola, anch’essa caricata e funzionante, ed un
laccio per la cattura illegale di fauna selvatica (in
particolare Tassi, Volpi, Istrici, Caprioli, ecc.), costituito
da cavo metallico con cappio scorrevole annodato, fissato ad un
supporto. Individuato il proprietario il personale ha proceduto
nella perquisizione della abitazione e relativi proservizi nei
territori dei comuni di Forlì e Meldola, dalla quale
sono emersi: fauna selvatica viva detenuta senza la necessaria
autorizzazione provinciale, un fucile palesemente incustodito,
altri due fucili risultati senza denuncia
all’Autorità, oltre ad 11 esemplari di fauna
selvatica imbalsamati di specie protette e particolarmente
protette (Poiana, Rigogolo, Gheppio, Picchio verde, Tasso,
Capriolo, Scoiattoli, Faina), detenute in assenza di
documentazione attestante l’origine lecita degli stessi e
quindi presumibilmente catturati ed abbattuti illecitamente.
Tutto il materiale illegale è stato sequestrato. Dopo
aver comunicato i fatti accertati al Pubblico Ministero,
Filippo Santangelo, la pattuglia ha proceduto all’arresto
dell’uomo che dovrà rispondere della detenzione di
armi da sparo non denunciate all’Autorità di P.S.,
di esercizio della caccia in periodo di chiusura e con mezzi
non consentiti oltre che dell’abbattimento e detenzione
di esemplari di fauna selvatica non cacciabile e
particolarmente protetta.
San Valentino: a Modena una compagna in
regalo per cigno solitario
nuova coppia può festeggiare San
Valentino insieme. Un cigno reale maschio che vive nel parco
dell’antica villa veneta sede del Comando Divisione
Unità mobili dei carabinieri, rimasto solo dopo la morte
della femmina, ha potuto trovare una nuova compagna grazie
all’intervento del Centro fauna selvatica ‘il
Pettirosso’ di Modena. La storia a lieto fine è
stata resa nota dall’Amministrazione provinciale
modenese. Il cigno, che da tempo viveva nel parco della villa
nel Trevigiano, soffriva la solitudine e in questo periodo, che
per i cigni è quello dell’accoppiamento, aveva
anche smesso di mangiare. I carabinieri, tramite il Comando
provinciale della Forestale di Treviso, hanno contattato il
responsabile del Pettirosso, Piero Milani, che si è
recato sul posto con una femmina di cigno, che ha liberato nel
parco. I due animali si sono subito piaciuti: una volta insieme
hanno iniziato a strofinarsi il collo, gesto che segnala
l’inizio del corteggiamento. La nuova coppia vivrà
ora “felice e contenta” nel parco e nel ruscello di
acque pulitissime che lo attraversa.
Pulcini preferiscono oggetti semoventi
I pulcini appena usciti dall’uovo
riconoscono e preferiscono gli oggetti con moto proprio a
quelli il cui moto viene indotto. Ne consegue che i vertebrati
hanno un meccanismo innato per riconoscere gli oggetti animati
e questo apre la strada all’individuazione dei meccanismi
cerebrali e dei geni che stanno alla base della nostra mente
sociale. È quanto emerge da uno studio in uscita su Pnas, effettuato da
scienziati delle università di Padova e Trento.
Trasparenza per le etichette del pet food
Il Seminario promosso lo scorso 18 febbraio
a Bologna da Assalco ha fatto il punto sul Regolamento CE n.
767/2009 che entrerà in vigore il 1° settembre 2010
e che detta le norme per l’immissione sul mercato ed uso
dei mangimi e le prescrizioni relative all’etichettatura,
all’imballaggio e alla presentazione dei prodotti. Le
principali novità previste dal Regolamento sono state
presentate ad un’ampia platea di addetti ai lavori dal
Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco
Veterinario, Gaetana Ferri, che ha spiegato come il Regolamento
767/2009, superando le normative europee precedenti
modificherà così il panorama legislativo
nazionale in materia di mangimi. L’applicazione di tale
nuovo corpus legislativo e le modifiche apportate al quadro
legislativo nazionale sono state presentate da Carmelo Cicero,
direttore dell’Ufficio VII (Alimentazione animale) del
Ministero della Salute. Il Segretario Generale di FEDIAF,
Thomas Meyer ha illustrato il nuovo “Codice per la
Corretta Comunicazione sul Pet Food” della FEDIAF
(Federazione Europea dei Produttori di Alimenti per Animali
Familiari), che contiene le regole applicative ad
interpretazione e completamento della nuova normativa, mentre
il Presidente di Assalco, Luigi Schiappapietra, ha sottolineato
che “Proprio dalla collaborazione tra le competenti
Autorità nazionali e comunitarie e la Fediaf, la nostra
associazione europea e le associazioni nazionali, la nostra
industria è riuscita a trarre le giuste indicazioni per
raggiungere importanti traguardi utili per applicare al meglio
le nuove disposizioni comunitarie. Il riferimento è al
manuale di Buone Pratiche di Produzione del 2006, un esempio di
autoregolamentazione dell’industria che si impegna non
solo a soddisfare i requisiti previsti dal Regolamento
sull’Igiene dei mangimi ma, superando quanto richiesto
dalla normativa specifica, indirizza tutti gli operatori del
settore all’applicazione delle miglior pratiche
produttive, e al Codice per la Corretta Comunicazione sul Pet
Food. Si tratta di un documento che ha lo scopo di armonizzare
le dichiarazioni fornite in etichetta, creando un campo comune
per tutta l’industria europea del settore e assicurando
una maggior uniformità della terminologia utilizzata.
Treviso, allevamento a fuoco, morte
settemila galline
Circa 7 mila galline ovaiole sono morte
domenica 21 febbraio in seguito a un incendio divampato nel
capannone dell’azienda agricola «Giambattista
Boldini», a Mogliano Veneto. Le fiamme, la cui origine al
momento non è stata accertata, hanno interessato
un’area di circa mille metri quadrati. Sul posto sono
intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e servizio
veterinario dell’Usl.
Piemonte, una legge per gli animali esotici
La Legge regionale 18 febbraio 2010, n. 6,
pubblicata sul Bollettino Ufficiale del Piemonte detta le norme
per la detenzione, l’allevamento e il commercio di
animali esotici. Sono considerati animali esotici
“le specie animali delle quali non esistono popolazioni
viventi stabilmente o temporaneamente in stato naturale di
libertà sul territorio nazionale facenti parte della
fauna selvatica esotica”. La legge prevede che sia la
Commissione regionale Animali Esotici a stabilire le
“modalità per il riconoscimento delle specie
esotiche”. Per dare un “supporto tecnicamente e
scientificamente qualificato” alla Commissione regionale
viene istituito il Centro di Referenza regionale per gli
Animali esotici presso l’IZS del Piemonte Liguria e Valle
d’Aosta. I possessori di animali esotici sono tenuti a
presentare domanda di autorizzazione alla detenzione al sindaco
per il tramite del servizio veterinario della Asl.
L’autorizzazione alla detenzione è nominale ed
è rilasciata esclusivamente al legittimo possessore
dell’animale. L’idoneità alla detenzione
viene valutata dal medico veterinario competente per territorio
all’atto del sopralluogo ispettivo finalizzato al
rilascio del parere. Il veterinario verifica le condizioni di
detenzione nonché che il proprietario sia in possesso di
adeguate conoscenze etologiche e pratiche di allevamento
necessarie ad una corretta detenzione delle diverse specie
animali. L’autorizzazione è richiesta anche
svolgere attività di allevamento sia a scopo commerciale
che non commerciale. Nel caso di allevamento finalizzato al
commercio di animali è richiesta una attestazione di
idoneità comprovante, fra gli altri, il possesso di
adeguate conoscenze biologiche, fisiologiche ed
etologiche-comportamentali degli animali. Commercianti e
allevatori hanno l’obbligo di frequentare i corsi di
formazione promossi dalla Regione. Gli allevamenti e gli
esercizi commerciali sono obbligati alla tenuta di un registro
di carico e scarico, vidimato dalla ASL in cui annotare le
transazioni commerciali.
Toscana: su tralicci “guerra”
di nidi tra cicogne
Due cicogne stanno per
“sfrattare” dal proprio nido la coppia storica di
volatili della stessa specie che dal 2005 ha ricominciato a
nidificare su uno dei tralicci dell’energia elettrica nel
Padule di Fucecchio, tra le province di Firenze e Pistoia. La
segnalazione arriva dal Centro di ricerca, documentazione e
promozione che si occupa dell’ area lacustre. Le due
cicogne che si vedono in questi giorni sul nido sono due
esemplari sconosciuti, dato che nessuna delle due porta
l’anello di riconoscimento. ‘’Si potrebbe
trattare - dicono dal Centro del Padule - di uno o due dei
giovani che dal 2005 ad oggi sono stati allevati nel nido di
Fucecchio, o in un nido vicino, e che tornano a nidificare nel
luogo in cui sono nati. Il vero problema è che il nido
di Fucecchio è stato costruito ed occupato per cinque
stagioni consecutive dalla stessa coppia, che teoricamente
potrebbe continuare ad utilizzarlo per i prossimi
vent’anni. Nei prossimi giorni, dopo il ritorno del
maschio, la vecchia femmina stanziale a Fucecchio lo potrebbe
reclamare’’. In ogni caso i tralicci su cui
costruire nuovi nidi non mancano e nelle vicinanze ce
n’è uno già attrezzato dall’Enel con
una piattaforma artificiale proprio per la nidificazione delle
cicogne.
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