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Unione Italiana Ornitofili
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NEWS UIO Gennaio 2010
Austin, arresti in Texas per combattimenti
illegali di galli
Un raid della polizia in una fattoria di
Poolville (Texas) ha portato al sequestro di 114 galli da
combattimento e alla incriminazione di 169 persone. Gli agenti,
dopo due settimane di sorveglianza, hanno fatto irruzione in un
fienile dove erano in corso combattimenti di galli e scommesse
illegali. I poliziotti hanno sequestrato denaro, droga e
trovato una decina di bambini, in età tra i sette e i
quindici anni, tra gli spettatori. I combattimenti di galli, di
cani e di tassi sono illegali negli Stati Uniti. Le 169 persone
arrestate saranno incriminate per scommesse illegali. Secondo
la polizia i combattimenti di galli erano gestiti dal crimine
organizzato. Alcuni degli arrestati potrebbero essere
incriminati anche per questo tipo di reato.
Torino, blitz Guardie Oipa, salvati decine
di volatili
A Torino il nucleo operativo
antibracconaggio dell’OIPA, coordinato dall’agente
Antonio Colonna, ha operato un blitz con conseguente sequestro
penale di numerosissimi uccelli di varie specie. Alla presenza
della troupe di Striscia la Notizia ed al bravissimo Edoardo
Stoppa, sono state scoperte diverse reti e trappole per la
cattura di uccelli di specie protette (tra cui numerosissimi
cardellini) all’interno di alcuni orti di
proprietà di privati che da anni praticavano tale
attività illegale e per questo denunciati
all’autorità giudiziaria. Le specie avifaunistiche
trovate erano tutte protette dalla legge. Gli animali, al
termine della perquisizione, così come previsto dalla
legge 157/90 relativa alla caccia, sono stati rimessi in
libertà.
Rimosse 2mila trappole e 114 reti nel
bresciano
I volontari della Lipu, per il 24/o anno
consecutivo, sono intervenuti nelle valli del bresciano per
contrastare il fenomeno del bracconaggio contro gli uccelli:
tra ottobre e dicembre sono state rimosse oltre 2 mila tagliole
e 114 reti, che hanno ucciso o lasciato agonizzanti, si legge
in un comunicato dell’associazione ambientalista, oltre
un centinaio di volatili. Secondo la Lipu, le trappole erano
state posizionate attorno ai laghi di Garda e d’Idro,
lungo la conca panoramica di Zone (a monte del lago
d’Iseo), nella stazione sciistica di Montecampione (in
Val Camonica), e a Lumezzane Val Trompia, dove é stato
trovato il maggior numero di reti.
Torino, tutela degli animali: giro di vite
al circo e multe anti botti
La notizia che farà più
discutere è la stretta sull’uso degli animali
esotici nei circhi: norme più severe rispetto a quelle
nazionali o addirittura divieto di impiegarli in mostre, fiere
e, per l’appunto, circhi. Il che escluderebbe Torino dal
circuito degli spettacoli itineranti. Raddoppiate le sanzioni
per chi sgarra. È uno degli ultimi punti in discussione
del regolamento comunale per la tutela degli animali, versione
rinnovata del testo approvato ad aprile 2006. Entro quindici
giorni l’assessore Roberto Tricarico porterà in
giunta il documento riveduto e corretto, prima tappa di un iter
che approderà in Sala Rossa. Niente più tigri,
elefanti e dromedari nei circhi sotto la Mole? La Consulta
animalista, favorevole alla tolleranza zero, ha già
presentato una petizione con oltre 2 mila firme.
L’assessore è orientato ad accogliere
l’appello, inserendo il divieto nel regolamento e, a
scanso di equivoci, sottoporrà ad una riunione di
maggioranza un tema evidentemente controverso. Le altre
novità, con riferimento agli animali domestici, non sono
da meno. Tre riguardano l’articolo 9: divieto di detenere
collari elettrici (la vendita in Italia è già
vietata); divieto di accattonaggio con cuccioli di età
inferiore a sei mesi; l’uso di petardi e fuochi
d’artificio fuori dai casi derogati, vedi la festa
patronale, potrà essere sanzionato come
«comportamento lesivo» verso gli animali oltre che
come disturbo della quiete pubblica (già previsto).
Significativa la modifica dell’articolo 15: gli animali
domestici - cani, gatti, volatili - potranno seguire gli
anziani nelle case di riposo. Dove di preciso? Nella stanza del
ricoverato o nel cortile. «Oggi molti anziani devono
separarsi dai loro amici più fidati», ricorda
Giuseppe Portolese, dirigente dell’assessorato. Gli
animali, in vendita o di proprietà, dovranno essere
ospitati in spazi adeguati (articoli 16 e 41): la capienza
minima per un pesce è fissata in 5-10 litri più
altri 5 per ogni esemplare aggiuntivo, archiviate le
tradizionali bocce in vetro; la
dimensione minima della gabbia per i volatili sarà pari
a otto volte l’apertura alare della specie interessata. Vietata l’esposizione di animali vivi in
vetrina. Il certificato medico delle specie vendute
andrà consegnato all’atto dell’acquisto
(stop ai documenti preconfezionati che certificano uno stato di
salute non sempre aggiornato). E ancora: la lunghezza della
catena per i cani dovrà superare due volte
l’altezza del filo aereo garantendo libertà di
movimento, 15 metri quadrati le misure minime del recinto per
ogni cane (articolo 20). L’ultima novità riguarda
l’articolo 23. Cani e gatti potranno entrare negli uffici
pubblici: eventuali divieti, oggi a discrezione dei dirigenti
responsabili, andranno motivati e comunicati al Comune.
Guardiaparco Castelli Romani salvano poiana
ferita
I guardiaparco del parco dei Castelli
romani hanno salvato un esemplare di poiana, uno dei rapaci che
vive nell’area naturale protetta dei Castelli Romani.
L’animale, con un’ala spezzata, è stato
consegnato al Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Roma,
dove sarà curato. La poiana è stata recuperata
nel territorio di Velletri e consegnata ad un veterinario del
posto che, verificate le condizioni dell’animale, ha
contattato i Guardiaparco per assicurargli le cure più
adeguate.
Scoperto il rapinatore di una banca a Roma:
un gabbiano
L’8 gennaio scorso nella Banca delle
Marche di Piazza Colonna a Roma sono scattati i sistemi
d’allarmi. Una rapina? A farla è un gabbiano
intrufolatosi nel caveau non si sa come e poi spostatosi negli
scantinati durante l’inseguimento da parte degli
impiegati della banca. Buona parte della giornata di
venerdì questo gabbiano l’ha passata lì,
tra i beni della banca delle Marche. Forse passato per le vie
di areazione, ha fatto scattare tutti gli allarmi tarati sulla
volumetria della stanza. Preoccupati per una potenziale rapina,
gli impiegati sono scesi al livello cavò e immaginate la
sorpresa e l’ilarità quando si sono trovati come
rapinatore un ignaro gabbiano, neanche tanto tranquillo, che ha
cominciato a svolazzare ovunque. A nulla sono valse le
telefonate a Vigili del fuoco, Forestale, Protezione Civile: ci
pensa l’Associazione Recupero Fauna (ARF). Il gabbiano
Lupin è tornato libero nell’arco di poche
ore.
Benevento, svasso ferito trovato e curato
in centro cittadino
La sezione Lipu di Benevento ha reso noto
che in pieno centro urbano è stato ritrovato un uccello
acquatico che non è facile avvistare in ambiti fluviali
come quelli che attraversano Benevento. Si tratta di uno svasso
maggiore (Podiceps cristatus) che è stato rinvenuto ferito in Viale dei
Rettori, nei pressi del Terminal degli autobus extraurbani. Una
giovane donna, insieme a due amici, l’ha prelevato e
trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale
Fatebenefratelli al Rione Ferrovia. “Qui – scrive
la Lipu - gli operatori ospedalieri si sono messi a
disposizione e hanno operato le prime fasciature
all’animale, prima dell’arrivo di un volontario
della Lipu beneventana, che nel frattempo era stato avvertito
dal Corpo Forestale dello Stato”. Una squadra di
volontari ha trasferito lo sfortunato animale al Centro
Recupero Fauna Selvatica che la Lipu gestisce a Casacalenda, in
provincia di Campobasso. Dopo le prime cure, il veterinario ha
effettuato una difficile e lunga operazione per ricomporre la
frattura in più parti della zampa dello svasso e
suturare la grave ferita al collo. Ora l’animale è
in prognosi riservata al Centro Recupero della Lipu a
Casacalenda che in questi ultimi sette anni ha curato centinaia
di animali provenienti dalla provincia di Benevento.
Taggia, gufo si perde in un ipermercato
Un gufo è rimasto intrappolato nei
corridoi del centro commerciale ‘Riviera Shopville
Leclerc’ di Taggia (Imperia) ed è stato catturato
dopo un concitato intervento durato un paio d’ore da due
uomini del Corpo Forestale del comando di Sanremo, in
collaborazione con gli impiegati dell’ipermercato. Il
volatile è riuscito a entrare nella struttura di notte,
forse mentre era a caccia di una piccola preda. Il giorno
successivo é stato visto aggirarsi nei corridoi ed
è iniziato il complicato tentativo di cattura.
Disorientato, il gufo si è spostato in diversi locali
senza riuscire a trovare una via d’uscita. A un certo
punto è entrato in un negozio di borse dove è
stato catturato con l’impiego di una rete. Portato in
caserma, il volatile è stato rimesso in libertà
nel pomeriggio sulle alture cittadine.
Chioggia, Tar vieta uccisione dei piccioni
ordinata da Sindaco
I cacciatori di Chioggia non possono
più sparare ai volatili. Il Tar di Venezia ha accolto i
rilievi dell’avvocato Gasparin dell’ufficio legale
della LAV e ha sospeso l’ordinanza del sindaco di
Chioggia che disponeva l’abbattimento dei piccioni, atto
motivato dai rischi sanitari per la popolazione.
L’ordinanza del sindaco, entrata in vigore lo scorso
ottobre, prevedeva che i cacciatori avrebbero potuto uccidere i
piccioni in qualsiasi periodo dell’anno, anche nei mesi
in cui la caccia è vietata. La LAV ora auspica che
Romano Tiozzo, il sindaco di Chioggia, annulli
l’ordinanza impugnata davanti al Tar, ricorrendo a metodi
di contenimento del numero di piccioni maggiormente efficaci e
rispettosi della vita dei volatili.
Pulcini sanno contare, da sinistra come
umani
I pulcini sono in grado di contare,
preferiscono farlo da sinistra verso destra, e riescono pure a
identificare un oggetto tra molti. È quanto emerge da
uno studio di ricercatori delle Università di Padova,
Trento e del Saskatchewan in Canada, pubblicato sulla rivista
della Royal Society Biology Letters, che mostra come uccelli di due diverse specie -
pulcini di pollo di 5 giorni e nocciolaie di Clark adulte -
riescano a identificare, in base alla sua posizione ordinale,
un oggetto inserito in una fila contenente 16 oggetti identici
tutti allineati e disposti perpendicolarmente di fronte
all’animale (in modo che il primo sia il più
vicino e il sedicesimo il più distante). Ma non basta,
il risultato di rilievo è che gli animali hanno
identificato l’oggetto nella posizione corretta anche
dopo che la fila era stata ruotata di 90 gradi (in modo che
entrambi gli estremi della serie fossero equidistanti
dall’animale). Entrambe le specie hanno riconosciuto
l’oggetto cominciando a ‘contare’
dall’estremità sinistra. La ricerca dimostrerebbe
come queste due specie di uccello preferiscano identificare un
certo oggetto in una serie di esemplari identici a partire
dall’estremità sinistra piuttosto che destra della
serie stessa, analogamente a quanto succede per gli esseri
umani che contano da sinistra verso destra.
‘’Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini
per capire la natura della propensione sulla scelta riportata
in questo studio - sottolinea la prof. Lucia Regolin, docente
del Dipartimento di Psicologia generale
dell’Università di Padova e tra gli autori della
ricerca -, anche se risulta arduo al momento fare un paragone
diretto con la linea numerica mentale umana: indagini in tale
senso potrebbero fare luce sulla possibilità che i due
fenomeni abbiano un’origine evolutiva
comune’’.
In Toscana più caccia anche ai
piccioni
È bagarre sulla caccia, a livello
nazionale, per l’emendamento passato al Senato, che
ripropone la cancellazione dei limiti alla stagione venatoria.
Ma in Toscana è stata approvata definitivamente in
Commissione (favorevoli Pd, Comunisti italiani, Socialisti,
rifondatori) la legge che modifica la numero 3 del 1994. Legge
che conferma in linea di massima il vecchio calendario (la
caccia è aperta dalla terza domenica di settembre al 31
gennaio dell’anno successivo) ma assegna alle Province la
possibilità di autorizzare l’abbattimento degli
ungulati, soprattutto i cinghiali, in qualsiasi periodo
dell’anno. Cinghiali che, in casi specifici, potranno
essere cacciati anche su terreno innevato. Con una
novità per i cacciatori: l’obbligo
d’indossare indumenti ad alta visibilità, un
po’ come i giubbotti catarifrangenti degli automobilisti
in panne. È una norma introdotta per sicurezza, per
cercare di evitare incidenti che si ripetono ancora con troppa
frequenza. Non basta. Per evitare danni potranno essere
autorizzati abbattimenti mirati perfino dei piccioni di
città, oltre che dello storno e della tortora dal
collare. Il motivo di queste eccezioni al calendario? Semplice,
sostengono i legislatori regionali: sedici anni fa cinghiali,
caprioli, daini, cervi e mufloni erano poco diffusi e non
provocavano danni all’agricoltura e ai boschi. Ora,
soprattutto i cinghiali, sono diventati una vera emergenza.
Come gli storni e i piccioni cittadini, quelli cosiddetti
«del sindaco», deleteri per le facciate delle case,
i monumenti, le carrozzerie delle macchine. Ovvio che i
piccioni non potranno essere cacciati in pieno centro storico,
ma dovranno essere ancora i comuni a controllarne numero ed
eventuali devastazioni. A fianco della nuova legge
c’è la nuova norma, introdotta direttamente dalla
giunta, che consentirà ai cacciatori di vendere
direttamente alle macellerie, alle trattorie e ai ristoranti la
selvaggina abbattuta. Basterà compilare una
dichiarazione indicando la zona di provenienza degli animali.
Nell’arco di un anno ciascun cacciatore potrà
vendere un capo di grossa taglia (cinghiale o altro ungulato) e
non più di 50 capi di piccola selvaggina.
Biella, animali protetti imbalsamati, una
denuncia e laboratorio sequestrato
Carabinieri e corpo forestale dello Stato
di Biella, nel corso di indagini su ambienti della caccia di
frodo, hanno sequestrato numerosi animali protetti imbalsamati
individuando il laboratorio clandestino di tassidermia
utilizzato dai bracconieri: tra gli esemplari la presenza di
uno stambecco e di un gallo cedrone. Una persona è stata
deferita all’autorità giudiziaria. Sequestrati,
oltre al laboratorio, 64 mammiferi e volatili impagliati
detenuti illegalmente.
Salerno, teneva in cantina 650 uccelli e 11
cani: denunciato per maltrattamenti
Custodiva nella cantina della propria
abitazione 650 uccellini e 11 cani. Un pensionato di 62 anni
è stato denunciato a Pellezzano in provincia di Salerno
dai carabinieri per maltrattamenti su animali. I militari della
compagnia di Mercato San Severino, con il personale
dell’unità operativa veterinaria della Asl di
Salerno, a seguito di ripetute segnalazioni di odori
nauseabondi nella zona, hanno controllato la cantina di
un’abitazione nel centro del Comune di Pellezzano, dove
hanno rinvenuto gli uccellini ornamentali di libera vendita,
nonchè sei cani adulti e cinque cuccioli di varie razze.
Gli animali, del valore stimato di oltre 10mila euro, erano
tenuti in uno spazio piccolo e in pessime condizioni igieniche.
Specie esotiche invasive minacciano
biodiversità
Specie esotiche invasive mettono a rischio
la salvaguardia della biodiversità. L’allarme
è stato lanciato dai nuovi studi coordinati dalla Global
Invasive Species Programme (GISP) che hanno misurato per la
prima volta l’impatto degli invasori stranieri su un
ecosistema. La ricerca, realizzata da un equipe di scienziati
del Centre for Invasion Biology dell’universita di
Stellenbosch, dall’associazione BirdLife International e
dall’International Union for Conservation of Nature
(IUCN), ha evidenziato che, nei 57 Paesi analizzati, in media
esistono 50 specie non autoctone che hanno un impatto negativo
sulla biodiversità. La pubblicazione ha stilato una
lista precisa a riguardo: 542 specie sono state documentate
come straniere invasive, tra cui 316 piante, 101 organismi
marini, 44 pesci d’acqua dolce, 43 di mammiferi, 23 uccelli e 15
specie di anfibi. Queste, come hanno dimostrato gli scienziati,
se lasciate incontrollate possono avere un grave impatto sulle
specie autoctone: ne sono un esempio la quasi totale estinzione
in Nuova Zelanda degli uccelli Testa Gialla per colpa di un
aumento fuori dal comune del numero di ratti, e di molte
popolazioni anfibie colpite dal fungo patogeno chytrid.
È probabile - ha commentato il vice direttore
dell’IUCN, Bill Jackson - che sia più conveniente
prevenire fin da subito la diffusione di specie invasive
piuttosto che affrontare la crisi della biodiversità,
una volta che gli invasori si sono stabiliti nel nuovo habitat.
Con i fondi sufficienti e la volontà politica, il
problema può essere controllato e sconfitto. Ma ora - ha
concluso Jackson - è necessario che i Paesi migliori
notevolmente il modo in cui affrontano il problema.
Slimbridge, divorzia una coppia di cigni,
esperti sorpresi: “Evento raro”
Saruni e Sarindi hanno divorziato.
Lasciando sorpresi gli esperti in materia. Perché Saruni
e Sarindi sono due cigni di Bewick (o cigni minori) del parco
britannico di Slimbridge, in Gloucerstershire. E il divorzio
è un evento raro per questi uccelli, abituati a restare
con lo stesso compagno per tutta la vita. Il cigno femmina
Saruni e il maschio Sarindi - insieme da circa due anni - non
si guardano nemmeno più e si sono trovati nuovi
compagni. Al ritorno dalla migrazione annuale in Russia, gli
studiosi del parco di Slimbridge hanno visto arrivare Sarindi
senza la compagna, ma con un nuovo esemplare di cigno al suo
fianco. A quel punto si è temuto che Saruni fosse morta,
visto che il decesso del compagno è l’unico motivo
che di solito spinge i cigni a trovarsi un nuovo partner. Ma
subito dopo è arrivata anche lei, a sua volta con un
nuovo “marito”. Nei giorni a venire, gli esperti
hanno notato anche che Saruni e Sarindi non sembravano
riconoscersi e, pur vicini, non mostravano segni di
familiarità. L’evento, che sembra abbia solo un
precedente secondo i dati del parco di Slimbridge, dovrà
essere esaminato. Il motivo più plausibile ipotizzato
dagli esperti è che la coppia non riusciva a concepire
figli: i due partner potrebbero aver deciso per questi motivo
di cercare nuovi compagni.
Lite ogni 12 minuti per animali di casa
Ogni 12 minuti nei condomini scoppia un
litigio per colpa degli animali domestici, secondo
l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente.
Secondo l’Aidaa nel 2009, con una grande impennata
rispetto al 2008, sono state 37.000 le segnalazioni di
consulenza e conciliazione dopo liti di condominio aventi come
oggetto la presenza di animali. L’associazione
animalista, analizzando le segnalazioni agli sportelli online
di tutela degli animali,ha detto che le richieste di consulenza
sono aumentate.
Scoperto il papà dei volatili, era
microdinosauro aliante
Un dinosauro rapace, il Microraptor gui, in grado di
planare come un aliante, sarebbe il papà dei volatili. A
fare luce sull’origine del volo degli uccelli è
stato uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia
delle Scienze Americana, Pnas, da ricercatori americani e cinesi
dell’università del Kansas e della Northeastern
University. I ricercatori hanno eseguito test di volo
ricostruendo questo dinosauro carnivoro dopo il ritrovamento di
un fossile di ‘Microraptor gui’ molto ben conservato, avvenuto in Cina nel 2003.
Questo fossile ha permesso di studiare nel dettaglio la
struttura delle ali del ‘Microraptor
gui’, dinosauro di dimensioni
molto piccole, come quelle dei falchi, vissuti nel Cretaceo
inferiore in Cina (circa 130 milioni di anni fa). Questi
dinosauri, spiegano i ricercatori, erano muniti di quattro ali
che spuntavano dai fianchi e vivevano sugli alberi anche se
erano dotati di due piedini con sette dita che indicano la
capacità di spostamento anche sul suolo. La
ricostruzione e i test, osserva uno dei ricercatori coinvolti,
David Burnham dell’università del Kansas,
“ci hanno mostrato che questi dinosauri erano in grado di
planare con successo”. La completezza del fossile ha
dimostrato che il ‘Microraptor
gui’ assumeva una
posizione essenzialmente sdraiata in volo, caratteristica che
secondo gli scienziati forniva stabilità al volo
addirittura migliore della stabilità dei lemuri volanti.
Secondo questo studio il volo dunque sarebbe nato sugli alberi:
una spiegazione nuova all’origine della straordinaria
caratteristica dei volatili che contraddice le ipotesi
sostenute da gran parte dei paleontologi, secondo le quali gli
animali hanno sviluppato la capacità di volare dagli
animali terrestri.
Grazie a guerra fredda, più volatili
a ovest
La cortina di ferro, che per quasi 50 anni
ha diviso i popoli d’Europa, ha bloccato nei due fronti
anche numerose specie di uccelli. Ad affermarlo sono i dati
raccolti all’interno del progetto europeo
‘Delivering alien invasive species inventories for
Europe’, che ha evidenziato il drammatico impatto che le
attività umane possono avere sul successo di specie
esotiche. Gli studiosi hanno affermato che la parte orientale
dell’Europa, rimanendo isolata dal commercio mondiale, ha
avuto ripercussioni negative sulla nascita di una
varietà di uccelli. Esiste infatti una disparità
notevole, affermano gli studiosi, nel numero di specie di
volatili esistenti nei Paesi del blocco occidentale rispetto a
quello orientale: 96 specie introdotte nell’Europa
occidentale contro le 24 nel blocco comunista. I motivi di
questo congelamento sono da ricercare, come ha spiegato Susan
Shirley della Oregon State University e co-autrice
dell’analisi, nella differente relativa libertà di
movimento e dal diverso tipo di commercio, fattore
quest’ultimo, determinante per la creazione di nuove
specie esotiche. Nel corso di quegli anni, secondo i dati
raccolti, nella parte occidentale del mondo esisteva un grande
via-vai di persone e animali, come i migranti dalle ex colonie,
che ha portato all’introduzione di nuove specie di
uccelli. Questo fiorente interscambio e però da
contrapporsi, dicono gli studiosi, alla sua quasi inesistenza
nella parte orientale, motivo che impedì il radicarsi di
nuove specie.
Roma, in un cubo di eternit cardellini,
fringuelli, lucherini. Sequestri al campo nomadi del Casilino
900
In un cubo tre metri per tre di cemento ed
eternit, senza finestre, immerso nello scenario apocalittico
dello sgombero al campo nomadi del Casilino 900
“vivevano” circa ventisei uccellini di quelli che
la domenica amiamo ascoltare nei boschi, nei parchi, nei luoghi
delle nostre gite. È fauna selvatica, dunque la
detenzione è illegale, in violazione della nota legge
nazionale n. 157 e ieri, 27 gennaio 2010, in una operazione
congiunta della Polizia Municipale, Corpo Forestale dello Stato
e Associazione Recupero Fauna di Roma (in sigla ARF), quindici
di questi piccoli uccelli dal canto melodioso sono stati
strappati al loro destino di gabbia, sporcizia e
oscurità. Chi non si è mai occupato di avifauna
selvatica appartenente alle specie canore di maggior richiesta
sul mercato, forse non sa che far passare le giornate al buio a
cardellini e fringuelli significa far aumentare le
capacità canore di queste specie. Una manovra che molti
non stenterebbero a definire crudele, perpetrata in parte per
tradizione, in parte per vanità. La tradizione
partenopea vuole il “cardillo” nelle abitazione
domestiche foriere di buon auspicio; se però non
proviene da allevamento autorizzato e non porta un anello
inamovibile, la provenienza è sicuramente fraudolenta,
cioè è di cattura. La percentuale di soggetti di
cattura che arrivano ad essere cantori è veramente
minima: sono scartate tutte le femmine, molti muoiono per
stress, quel che resta deve passare il setaccio fine della
selezione canora. Il danno ambientale che ne deriva è
abbastanza intuitivo: la preferenza dei maschi nella cattura
sbilancia il rapporto territoriale maschio/femmine con
conseguente disturbo della riproduzione. A regalare un destino
migliore a questi animali sul campo c’erano due volontari
dell’ARF, circondati e protetti dalle forze
dell’ordine dispiegate sul territorio. Dopo gli
accertamenti del caso i pennuti sono stati affidati alle
amorevoli cure di un veterinario volontario della stessa ARF.
Studenti portano una gallina in classe e la
uccidono: denunciati
Si è portato in classe una gallina e
l’ha lasciata in fondo al borsone fino
all’intervallo, quando ha deciso di liberarla.
L’animale ha tentato di fuggire, ma è stato
acciuffato e gettato dalla finestra. Il salto, o forse le mani
di un secondo studente, hanno provocato la morte del pollo. Per
i due studenti sono arrivate una denuncia e dei giorni di
sospensione, quattro per il primo, due per l’altro. A
quanto sembra, l’intenzione dei due bulli, minorenni, era
di farsi belli coi compagni, che invece non hanno apprezzato, e
meno che mai gli insegnanti. Intervenuti i carabinieri,
è scattata l’accusa di maltrattamento di animali.
L’episodio risulta accaduto a novembre in Trentino, in un
istituto tecnico di Tione, ma è venuto alla luce ora,
probabilmente sulla scia della vicenda di un coniglio in
un’altra scuola superiore, un liceo di Borgo Valsugana.
In quel caso era stato un insegnante a proporre di portare in
classe un coniglio morto per spiegarne meglio l’anatomia.
L’ipotesi, mai realizzata, aveva fatto gridare
all’allarme qualche studente e gli animalisti, che si
erano spinti anche a pensare alla volontà di praticare
la vivisezione dell’animale.
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